War & anti-War

Non bisogna dimenticare che oggi come nel passato lo sfruttamento in campo militare delle tecnologie informatiche avanzate guida lo sviluppo di nuove tecnologie belliche, sollevando il problema della sicurezza nazionale ed internazionale.

Questo tipo di guerra viene definita “information warfare”, che si prefigge la supremazia sul nemico corrompendo o distruggendo le informazioni, i sistemi di raccolta e i processi di elaborazione delle informazioni, compresi sistemi informatici e reti di comunicazione, e proteggendo nel contempo le proprie infrastrutture.

Il punto chiave è costituito dalle cosiddette infrastrutture critiche, cioè quelle essenziali per l’organizzazione, la funzionalità e la stabilità economica, la cui distruzione o temporanea indisponibilità può indurre un impatto debilitante sull’economia, sulla vita quotidiana e sulle capacità di difesa di un paese.

Si possono identificare cinque settori principali: il settore informatico e delle telecomunicazioni; il settore energetico; il settore bancario; il settore della distribuzione comprendendo strade e vie di comunicazione in genere (anche aerovie) ed infine il cosiddetti servizi vitali, come gli acquedotti.

Il dibattito attuale indica che l’evoluzione delle nuove tecnologie dell’informazione richiede una cooperazione mondiale per lo sviluppo coordinato di un regime legale nazionale e internazionale; la stessa natura delle reti globali va oltre il limite del confine politico tracciato sulle mappe geografiche.

In questo contesto si pongono anche problematiche legate alla tutela della privacy, libertà civili, rapporti tra settore pubblico e privato e protezione di informazioni personali e commerciali di dominio mondiale.

Bisognerebbe adottare criteri di “valutazione tecnica del sistema” in modo che si possa aiutare i responsabili delle decisioni a livello politico a capire se un sistema informativo sia davvero necessario in termini di valutazione dei suoi benefici a fronte dei costi, incluse le probabilità di una utilizzazione di tale sistema, nonché se esso abbia alternative (spesso si tratta di apparecchiature costruite all’estero), se sia sostenibile e sopportabile in relazione alle esigenze di reazione rapida richieste oggi al presentarsi di una minaccia di “information warfare”.

Nell’era dell’informazione, nella quale gli individui hanno il potere di sconvolgere o di distruggere le comunicazioni nazionali, i sistemi informatici ed i confini sono completamente inadeguati rispetto ai concorrenti economici globali, dobbiamo drasticamente rivedere i concetti di “guerra” e “pace” ed il ruolo dello Stato nella difesa dei cittadini e degli interessi nazionali.

Secondo Alvin Toffler, in “War and Anti-War”, viviamo in un’era in cui l’informazione rappresenta un sostituto per violenza e ricchezza.

Viviamo in un’era nella quale anche un frammento di informazione, ottenuto al momento giusto, consegnato alla persona giusta ed usato nella giusta maniera, può neutralizzare un ingente numero di sistemi d’arma nucleari e convenzionali.

La stragrande maggioranza delle informazioni necessarie per prendere decisioni giuste non è stata ancora digitalizzata ed in realtà molte informazioni sono custodite soltanto nella mente degli esperti, in attesa di essere rese disponibili, in attesa di creare una nuova conoscenza studiata appositamente per le necessità di tutti.

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clonare hard disk

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Primo articolo del blog

“Conoscete quella frivola storiella di un certo asino di cui si discute a scuola? Nella stalla gli vennero portate per il suo pasto due quantità di fieno uguali, della stessa qualità, per molte volte; dai due mucchi l’asino si vide tentato ugualmente, e, drizzando le orecchie, proprio in mezzo ai due mucchi uguali, concretizzando le leggi dell’equilibrio, morì di fame, per timore di fare una scelta.” — Voltaire